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Articoli e Interviste

 

La cura è il contatto

La cura è il contatto

Articolo  “La cura è il contatto” in FIGUREMERGENTI della Rivista della Scuola Gestalt di Torino – Il modello gestaltico nell’insegnamento della terapia con i vissuti sessuali

Il contatto come cura delle disfunzioni sessuali della coppia

Il contatto come cura delle disfunzioni sessuali della coppia

CERRINI C. – Quaderni di Gestalt, XXVII, n. 1/2014

Tantra: una rieducazione ad esserci

Tantra: una rieducazione ad esserci

Articolo  “Tantra: una rieducazione ad esserci. Carla Cerrini” in NEWS della Scuola Gestalt di Torino – Numero II – Gennaio 2012.

Un partecipante ai seminari di Tantra per coppie li ha definiti una “rieducazione ad esserci”.

“Esserci nella sessualità” essere presente con tutto se stesso, consapevole di sé e dell’altro/a è un desiderio legittimo. Nondimeno c’è chi avverte il bisogno, apparentemente contraddittorio, di imparare come si fa ad essere spontanei, a provare il piacere, a condividerlo con il partner.

Certamente l’ educazione sessuale che qualcuno ha ricevuto non è servita a questo scopo. Molte spesso si tratta solo di una informazione sulla sessualità e sulla procreazione.

Cosa diversa sarebbe una ”educazione sessuata”. Dovremmo pensare all’educazione dell’essere umano come sessuata, piuttosto che trattare la sessualità come un capitolo a sè stante. Purtroppo non ho notizie che nelle istituzioni preposte all’educazione esista un’educazione sessuata, se non in gruppi e associazioni privati.

Il Tantra è una “educazione sessuata”.

I dati raccolti con la prima domanda del questionario somministrato ai partecipanti prima dei seminari[1], evidenziano i motivi per cui hanno scelto di venire ad un gruppo di Tantra. Li riporto di seguito in ordine decrescente rispetto alla frequenza delle risposte:

  • desiderio di conoscere meglio la propria sessualità – n° 60;
  • affrontare i temi inerenti la relazione di coppia- n°41;
  • curiosità-n° 33;
  • affrontare i temi inerenti la sessualità di coppia -n°27;
  • attrazione per la meditazione- n°21;
  • assecondare il desiderio del partner di partecipare- n°9.

E’ interessante soffermarsi sulla prima e sull’ultima risposta, quella numericamente più rappresentata e quella meno rappresentata. Prima di accettare le coppie come partecipanti ai seminari, le invito sempre ad un colloquio preliminare durante il quale non emerge mai o molto raramente la motivazione di conoscere meglio la propria sessualità. Di solito uno dei due partner palesa un disagio sessuale e l’altro/a , con maggiore o minore benevolenza, si dichiara disposto a partecipare al seminario o alla terapia per risolvere il “problema del compagno/a” che purtroppo, male anche per lui/lei, si ripercuote nella vita di coppia.

Osserviamo i dati raccolti. Il primo, non previsto, emerge solo quando ai partecipanti, seduti comodamente in un luogo accogliente e dopo cinque minuti di ascolto del respiro ad occhi chiusi, viene consegnata la penna e il questionario ed è lasciato loro quanto tempo desiderano per riempirlo.

Osservando la frequenza della motivazione meno rappresentata “ assecondare il desiderio del partner di partecipare”, si vede che la situazione è completamente rovesciata: quello che appariva il motivo di circa il 50% dei futuri partecipanti è diventato l’ultimo.

La prima volta che ho letto i dati raccolti mi meravigliai. Possibile che solo cinque minuti di contatto con se stessi capovolgessero la situazione? Mettessero in evidenza qualcosa che prima non appariva? Qualcosa che quelle persone, consapevoli o inconsapevoli, avevano proiettato come un problema sul compagno/a. Sì, una volta di più ho visto quanto sia potente il contatto, così come è imprevedibile ciò che rivela.

E del resto chi vorrebbe ammettere di non sapere abbastanza di se stesso e della propria sessualità? Di aver bisogno di aiuto per riscoprirsi come “animale sessuato”?

Non è un’ammissione facile, va contro molti introietti sociali e può minare l’autostima, specie maschile. Ci aspettiamo che la spontaneità della spinta erotica e ben venga anche quella affettiva e amorosa, siano sufficienti a guidarci insieme al partner verso la soddisfazione dei nostri bisogni e desideri.

L’acquisizione della consapevolezza di questa difficoltà è l’inizio del percorso, il secondo passo è apprendere come ascoltare se stessi e il partner nel contatto quando si condivide con lui/lei la sensualità e la sessualità. E’ una educazione all’intimità, a stare in contatto con emozioni e sensazioni intense rimanendo consapevoli.

Questo approccio è opposto all’ idea diffusa nella nostra cultura di cercare stimoli sempre più intensi per elicitare il piacere, come voler alzare il volume di una radio “per sentire di più”. Al contrario la proposta del Tantra è quella di “abbassare il volume” per ritrovare con il partner il bisbiglio sopito della bellezza, della gioia, del piacere, regali donati per diritto di nascita a tutti gli esseri umani.

[1] Cerrini C., “Consapevolezza e intimità: la creatività nella sessualità di coppia”. Atti del II Convegno della Società Italiana Psicoterapia della Gestalt, Torino 10,11,12 Ottobre 2008, Angeli, Milano, 2011.

Consapevolezza e intimità: la creatività nella sessualità di coppia

Consapevolezza e intimità: la creatività nella sessualità di coppia

Cerrini C. (2011).  In: Francesetti G., Gecele M., Gnudi F. e Pizzimenti M., a cura di, La creatività come identità terapeutica. Atti del II convegno della Società Italiana Psicoterapia della Gestalt Milano: FrancoAngeli.

Consapevolezza e intimità

Consapevolezza e intimità

Crescita e creativita’ nella sessualita’ e nella relazione di coppia

Abstract della lecture presentata dalla Dott.ssa Carla Cerrini al 2° Covegno della S.I.P.G. Società Italiana di Psicoterapia Gestalt: “La Creatività come identità terapeutica” 10-12 ottobre 2008 Torino

Questo lavoro è la presentazione di una tecnica rivolta alla coppia che si prefigge la crescita, l’arricchimento, lo sviluppo e il mantenimento della relazione comunicativa, affettiva e sessuale fra i partner; è altresì un intervento terapeutico in presenza di sintomi, disagi e patologie nella vita sessuale. Il lavoro si colloca nell’area della psicoterapia della gestalt e della psicoterapia ad indirizzo corporeo; si prefigura sia come una prescrizione terapeutica che come una modalità relazionale che, una volta appresa, può diventare una pratica nella vita della coppia.

Saranno presentate le origini culturali di questa pratica che risalgono ai rituali delle meditazioni del tantrismo induista e le modalità creative con cui è stata trasformata nell’incontro con il contesto teorico e pragmatico della psicoterapia della Gestalt.

La ricerca si è svolta in un setting di terapia di gruppo residenziale; il campione è costituito da 50 coppie i cui componenti presentano un’età variabile fra i 27 e i 70 anni. Il campionamento è stato casuale, le coppie, le cui motivazioni saranno analizzate e discusse, hanno fatto richiesta spontanea di partecipare ai seminari. Ai partecipanti sono stati somministrati due questionari uno prima del seminario e il secondo di controllo, tesi a rilevare: informazioni anamnestiche sulla vita individuale e di coppia, la natura della domanda terapeutica; la presenza o meno di disagi relazionali; la presenza o meno di sintomi, disagi e patologie nella vita sessuale individuale e di coppia. I risultati emersi dall’analisi dei dati fanno pensare che la pratica della tecnica abbia prodotto: un rilassamento dell’atteggiamento verso la sessualità di coppia; un rilassamento delle abitudini e delle aspettative; un miglioramento del rapporto col proprio corpo; un miglioramento del rapporto con il corpo del partner; la scomparsa dei sintomi eiaculazione precoce nell’uomo e anorgasmia nella donna.

Incontro con Carla Cerrini

Incontro con Carla Cerrini

di Mimmo Tringale dal AAM Terra Nuova (Marzo ‘98)

Tra le numerose discipline di derivazione orientale, affermatesi negli ultimi anni. Il Tantra è quella che più di altre attira frequentemente la curiosità dei rotocalchi femminili e di certa stampa scandalistica e bacchettona. La ragione di tanto clamore è molto semplice: il Tantra parla di sesso e il sesso si sa, fa sempre notizia. In realtà, ridurre l’intera tradizione tantrica ad una sofisticata tecnica erotica è ingiusto oltre che riduttivo. Il tantrismo è molto di più. Il suo obiettivo dichiarato è il superamento della dolorosa separazione che ognuno di noi vive nella realtà ordinaria, dominata dall’apparente polarità tra positivo e negativo, attivo e passivo, maschile e femminile, solare e lunare. All’opposto dei rigidi formalismi imposti dalla tradizione vedico-brahmanica, il Tantra, le cui origini risalgono alle civiltà pre-ariane dell’India (ca. II millennio a.C.), offre la possibilità della liberazione spirituale a tutti, senza distinzione di sesso, casta o razza. E per fare questo, non sceglie l’ascesi o il ritiro, non si limita a indicare un frammento della realtà per scartarne il resto, ma anzi accoglie tutte le stratificazioni dell’esperienza umana, compresa la sessualità.. Il più antico testo di riferimento di questa disciplina è il Vigyan Bhairav Tantra, risalente al V secolo a.C. e scritto in forma di dialogo amoroso fra due divinità. Nel libro, Shakti (il principio femminile) pone al suo compagno Shiva (il principio maschile ) domande molto precise sul significato della vita, la morte, l’Universo. Shiva non da mai risposte dirette alla sua compagna, ma si limita a mostrare 112 esercizi di meditazione basati su esperienze di piacere sessuale e sensuale, grazie ai quali Shakti potrà finalmente giungere alla conoscenza divina . “Attraverso la meditazione, il sesso scompare, ma in questo modo, l’energia non viene distrutta (…). Ora non è più sessuale, e quando la sua forma non è più sessuale , diventa amore (…). Per arrivare a questo, non serve essere fermi oppositori del sesso, è sufficiente accettarlo come parte della vita, di una vita naturale, ma con maggior consapevolezza” (1).

PER UNA SESSUALITA’ CONSAPEVOLE
La sessualità consapevole è dunque per il Tantra niente di più di uno dei percorsi possibili per arrivare all’unione con l’assoluto, all’estasi, all’illuminazione. Un messaggio così rivoluzionario e anticonformista non poteva passare indenne attraverso la storia. Inviso prima dai bramini, poi dai musulmani, per secoli i sostenitori del Tantra sono stati oggetto di persecuzione e violente censure. Solo recentemente dopo secoli di oblio, la tradizione tantrica è emersa con luce nuova, grazie soprattutto all’opera di Osho Rajineesh, a cui si deve uno dei commenti più innovativi del Vigyan Bhairav Tantra. A differenza di molti suoi precedessori, sostenitori un’interpretazione essenzialmente metaforizzata delle prescrizioni sessuali tantriche, Osho ha interpretato il testo base del Tantra in chiave decisamente esperienziale assumendolo a pieno titolo come uno degli elementi di base della sua filosofia. “ Il Tantra – dice Osho nel suo commento alla Vigyan Bhairav Tantra – per prima cosa ti insegna a muoverti nel sesso, a conoscerlo, a sentirlo, ad arrivare alla possibilità più profonda in esso celata, all’apice, a trovare la bellezza, la felicità e la beatitudine essenziale che vi è nascosta ”. Nella Poona degli anni Settanta, l’ashram indiano da cui il messaggio di Osho si diffuse poi in tutto il mondo, le esperienze più avanzate di psicoterapia occidentale trovarono un fertile humus nell’antica dottrina indiana, rifondando in chiave moderna il Tantra. “Osho – spiega Pujan Carla Cerrini, psicologa e psicoterapeuta, conduttrice di gruppi di Tantra – era solito sottolineare l’estrema povertà della cultura occidentale in fatto di sesso. D’altra parte, da Freud in poi la maggior parte degli psicologi si sono limitati a rimuovere i danni causati dalla morale cattolica, senza preoccuparsi poi di fornire indicazioni utili per una vita sessuale piena e soddisfacente. La stessa apparente libertà sessuale di cui godiamo attualmente non è niente di più che semplice tolleranza o permissivismo. In realtà, gran parte della cultura occidentale è ancora pervasa dall’idea che il sesso è male. Al contrario il Tantra ha una considerazione positiva dell’essere umano in tutte le sue espressioni, compresa la sessualità. L’affermazione di una morale positiva, le nuove pratiche psicoterapeutiche, il riconoscimento e l’apprezzamento delle differenze fra l’uomo e la donna costituiscono le basi del Tantra moderno. Il suo potere di crescita e di guarigione sono enormi. E poiché ha uguale considerazione per entrambi i sessi, rappresenta uno strumento assai efficace per stimolare un dialogo amorevole e paritario all’interno della coppia ”. Ma è ovvio che per vivere il sesso come strumento di crescita è necessario rimuovere i tabù, i condizionamenti e i blocchi che ostacolano la piena espressione della nostra sessualità.

UN DISAGIO DIFFUSO
Perché rivolgersi al Tantra? “Oggi sono sempre più diffuse le disfunzioni di carattere sessuale come l’anorgasmia e l’eiaculazione precoce – afferma Pujan Carla Cerrini – ma a frequentare i miei seminari non sono solo coppie con problemi di natura sessuale. Molti si avvicinano al Tantra solo perché sono in cerca di una dimensione più consapevole della relazione d’amore o per migliorare l’intesa sessuale con il proprio partner. In giro c’è un disagio crescente per la difficoltà di costruire relazioni stabili e durature e d’altra parte nella nostra cultura l’educazione sessuale e sentimentale ognuno se la deve costruire a proprie spese, passando attraverso esperienze spesso traumatiche e dolorose”. Nel Tantra per coppie, gran parte del lavoro si svolge in due, con meditazioni ed esercizi di vario tipo: dalla Bioenergetica, alla Gestalt, al Kum Nye; ma molto tempo è dedicato anche alla condivisione in gruppo per avere un confronto con altre coppie. Una possibilità sempre più rara oggi, anche tra coppie di amici, dove spesso prevale una sorta di tabù rispetto alle problematiche di carattere affettivo e sessuale. In definitiva il Tantra moderno si potrebbe definire un lavoro di consapevolezza, focalizzato sulla sessualità, ma che riguarda tutti i sensi, non solo il sesso. Poiché è ovvio che per imparare a far bene l’amore bisogna conoscere meglio il corpo, ma anche la mente, in altre parole imparare ad essere più presenti.

L’ESPERIENZA DI MARIO
La storia affettiva di Mario, 41 anni, impiegato, è simile a quella di tanti uomini della sua età. Dopo una lunga serie di relazioni fallimentari, tra cui un matrimonio naufragato solo dopo qualche anno, ha cominciato a chiedersi quale era la causa di tutti quegli insuccessi. “ Fino a quando non mi sono sposato – racconta Mario – non ho fatto altro che cambiare continuamente partner. Ogni volta avevo la sensazione che era la volta buona, ma dopo l’entusiasmo dei primi mesi, inevitabilmente facevano la loro comparsa difficoltà e incomprensioni e subito dopo un profondo senso di insoddisfazione che portava alla fine della relazione. Avevo sempre la sensazione che mancasse qualcosa. Lo stesso è successo anche quando mi sono sposato. Dopo qualche anno è venuto meno il momento dell’innamoramento e mi sono ritrovato punto e daccapo. Solo dopo che ho incontrato Barbara, la mia attuale compagna, mi sono reso conto che fino all’ora non avevo fatto altro che evitare di incontrare la donna giusta. E’ la prima volta che vivo un sentimento di totalità con una donna e sento che con Barbara, posso permettermi di andare oltre una relazione di routine, ecco perché ho deciso di esplorare insieme a lei il Tantra”.
E QUELLA DI BARBARA
Barbara, 44 anni, insegnante, un matrimonio durato tredici anni e alcune convivenze fallimentari. “ Ho sempre pensato di non avere grandi difficoltà dal punto di vista sessuale, anche perché gli uomini fanno sempre mostrato di gradire la mia compagnia. Gli uomini erano contenti di stare con me, e io mi limitavo ad adeguarmi alle loro esigenze. Mi sembrava sempre tutto così perfetto, ma in realtà non facevo altro che fingere di godere per compiacerli. Tre anni fa ho vissuto una serie di eventi che finalmente mi hanno fatto diventare consapevole di come per buona parte della mia vita adulta non ho fatto altro che adeguarmi ai desideri del partner di turno e dopo una lunga parentesi di solitudine, durata circa tre anni, ho conosciuto Mario, con cui finalmente sto costruendo un rapporto d’amore maturo e paritario. In questo percorso di consapevolezza mi è stato molto utile il Tantra, perché in esso ho trovato una chiave di autoconoscenza molto efficace. Per esempio mi sono resa conto dei miei numerosi condizionamenti. Prima quando facevo l’amore ero sempre molta attenta che il mio uomo fosse soddisfatto e se questo non succedeva mi ritenevo io responsabile dell’insuccesso. Non mi preoccupavo mai di me stessa. Ero sempre proiettata verso l’uomo. Il cominciare a prendere coscienza dei miei desideri, delle mie esigenze, di quello che provavo mentre facevo l’amore è stata una grande scoperta. Nel momento in cui ho cominciato a mettere da parte ogni preoccupazione di performance e ho smesso di posporre le mie esigenze e quelle del mio partner è successo qualcosa di molto importante: ho cominciato a provare un profondo piacere, come non era mai successo. E più vado avanti in questa strada, più avverto sensazioni fino a poco tempo fa del tutto sconosciute, fino ad arrivare ad uno stato di profonda meditazione”. “ Grazie al Tantra – aggiunge Mario – sono diventato più consapevole di alcuni miei meccanismi. Ho imparato ad osservarmi di più. Per esempio mi sono accorto dei numerosi condizionamenti che mi impedivano di essere rilassato quando facevo l’amore. I sensi di colpa, le paure di non essere adeguato alla situazione. Lo stress e l’ansia da performance. Ho imparato a conoscere l’energia sessuale che si muove dentro di me. A sentirmi come una finestra aperta attraverso la quale l’energia va e viene come una fresca brezza mattutina e io sono lì a sperimentarla. Un’altra scoperta importante è stata il riconoscere i miei blocchi. Nei momenti di massima tensione, mi capita regolarmente di bloccare lo sguardo, il respiro o alcune parti del corpo. E questo mi accade non solo quando sono in intimità con una donna, ma anche in altri momenti di grande stress. Prima di fare Tantra, non mi ero mai reso conto di questi miei irrigidimenti. Ora non dico che ho superato tutte le mie paure, ma di sicuro oggi sono in grado di riconoscerle ed accettarle. E poi sono anche meno ossessionato dalla paura di essere abbandonato. Mi sento molto più tranquillo con la mia donna, più a casa mia. Meno dipendente, ma allo stesso tempo più vicino a lei ”.

OLTRE IL PIACERE
“ Dopo aver fatto l’amore – chiede Pujan Carla Cerrini – non vi è mai capitato di provare una sensazione molto viva, quasi un’intima consapevolezza che il mistero dell’unione sessuale sia qualcosa di più vasto della semplice rincorsa di un orgasmo? Come se quei fuggevoli momenti di sublime piacere, di profonda fusione con il partner, non fossero altro che l’anticamera di una esperienza più vasta. Qualcosa di indefinibile che va oltre il semplice piacere, ma che raramente riusciamo a sperimentare? “ “ Il Tantra – spiega Dionisio Nota, compagno e collaboratore della Cerrini – offre l’opportunità di compiere questo salto, fondendo il piacere con un profondo senso di rilassamento. Si spalancano così le porte a uno dei più grandi doni offerti dall’esperienza amorosa: la trasformazione dell’energia sessuale in estasi e meditazione”. Si tratta di una esperienza molto più a portata di mano di quanto si possa credere. Un’esperienza di cui noi uomini e donne occidentali abbiamo un disperato bisogno per spezzare la prigione di miserie, incomprensioni, ed egoismi in cui siamo volontariamente rinchiusi e che fanno scaricare sempre nell’altro partner le responsabilità della nostra insoddisfazione e incapacità di amare.

Note:
(1) Osho , La mia Via: la Via della Nuvole Bianche

Intervista a Carla Cerrini

Intervista a Carla Cerrini

Las Terrenas 24.2.2005

Questa intervista risponde alle domande più frequenti di chi si avvicina al Tantra.
E’ stata pubblicata dal settimanale “Las Terrenas” 24.2.2005 – Repubblica Domenicana – e poi, ampliata, dal mensile “Rosso Fiorentino” Giugno 2005.

Questa settimana intervisto un’amica italiana che è venuta a trovarci, per introdurre il concetto di Tantra nel nostro periodico. Pujan Carla Cerrini è psicoterapeuta ed insegnante di Tantra e conduce seminari di Tantra, di psicoterapia della Primal e di Meditazione. Una delle ragioni per cui l’abbiamo invitata a conoscere questo paradiso è per verificare se è possibile organizzare seminari a Las Terrenas in un prossimo futuro.

Tami: Pujan, per prima cosa grazie di rilasciarci questa intervista. Comincio con una domanda molto semplice: Che cos’e’ il Tantra?

Pujan : Il Tantra attuale è una sintesi delle tecniche psicoterapeutiche occidentali, specialmente psicocorporee e relazionali, e le tecniche di meditazione del tantrismo induista. Quest’ultimo è un insegnamento esoterico, sorto in India fra il 4000 e il 5000 A . C. , in seguito si è diffuso in Cina e in Giappone dove ha dato vita ad altre scuole. La parola Tantra, molto semplicemente, significa “tecnica”. La scuola tantrica si prefiggeva di raggiungere l’elevazione della coscienza e la realizzazione dell’essere umano attraverso il ricongiungimento della parte femminile e della parte maschile dell’inconscio.

Tami: Per questo motivo conduci i seminari di Tantra con tuo marito?

Pujan :Certo è importante l’apporto diverso di entrambi, di una presenza maschile ed una femminile. “Il magico cerchio del Tantra” è una creazione di entrambi, in sostanza riproponiamo il cammino che noi stessi abbiamo percorso e che ci ha tenuto insieme da più di 22 anni. Forse la cosa più importante che abbiamo imparato dal nostro comune Maestro Osho è che non c’è libertà senza responsabilità, non c’è amore senza rispetto. Ci impegniamo a vivere quotidianamente questo insegnamento e lo riproponiamo nella conduzione dei seminari.

Tami: “Cosa vuol dire -insegnamento esoterico-? Significa che il Tantra è una setta ? .

Pujan: “Assolutamente no. Significa un insegnamento che era trasmesso direttamente dal maestro agli iniziati. Per ottenere l’iniziazione l’aspirante discepolo doveva superare delle prove per dimostrare le sue doti e, soprattutto, l’interesse sincero ad intraprendere questo cammino di conoscenza. Attualmente la trasmissione di questi insegnamenti non è più esoterica, poiché non c’è nessuna scelta da parte mia di chi può o meno avvicinarsi a questo insegnamento e partecipare ai seminari. L’unica “prova” preventiva che richiedo è un colloquio, personale o telefonico.

Tami: “ Che relazione c’e’ fra il Tantra e la Meditazione ?

Pujan: “In occidente la sessuologia sia medica che psicologica si preoccupa quasi esclusivamente di eliminare i blocchi e i tabu’ che impediscono all’essere umano di vivere pienamente la sessualita’. Gli obbiettivi del Tantra vanno molto oltre: prima di tutto si esplora la sessualità per conoscerla, in secondo luogo per espanderla e infine, attraverso tecniche di meditazione, si apprende a guidare questa energia verso la coscienza. Poiche’ l’esperienza sessuale è la forma più intensa in cui sperimentiamo l’energia vitale, il messaggio del Tantra e’ di utilizzarla per trasformarla in supercoscienza. Quindi il primo insegnamento è come fare l’amore meditativamente, l’ultimo insegnamento è elevare la coscienza.

Tami: “ Il Tantra risolve e guarisce le disfunzioni sessuali?”

Pujan: “ Si, non perché sia il suo scopo principale, ma perché “sa” profondamente cos’è la sessualità. Quasi tutte le disfunzioni sessuali di cui soffrono moltissime persone in occidente, sia uomini che donne e che avvelenano non solo la loro vita, ma anche le relazioni a cui tengono di più, sono frutto di ignoranza individuale e sociale, riguardo a se stessi e a cos’è la sessualità. Quindi spesso basta poco per liberarsi da questi sintomi. In particolare la eiaculazione precoce per gli uomini e l’anorgasmia per le donne.

Tami: “ Il Tantra insegna delle regole morali?”

Pujan: No, se si intende per morale delle regole dettate da una autorità esterna. Il Tantra non si esprime su cosa e’ giusto e cosa e’ sbagliato, cosa e’ bene e cosa e’ male. Prima di tutto è una via di conoscenza di se stessi, dove l’unica regola è la consapevolezza e, quando un essere umano agisce con consapevolezza, per forza agisce anche con rispetto di sé e degli altri.

Tami “ Il Tantra va bene solo per le coppie?”

Pujan: “ Il Tantra è una via di realizzazione individuale. Il partner ha il ruolo di “ specchio” della parte inconscia del sesso opposto. Ciò significa che se sono una donna, vedo e imparo a conoscere attraverso il partner la mia parte maschile e viceversa per l’uomo. Questo ruolo di “specchio” è accettato consapevolmente e scambievolmente fra i due partners ed è un motivo in più di riconoscenza e di amore reciproci. Ci sono seminari di Tantra riservati alle coppie e altri riservati ai singoli. Nel secondo caso proietteremo la parte maschile o femminile, su qualunque dei partecipanti di sesso opposto.

Tami: In che modo il Tantra ci aiuta nella nostra relazione di coppia?

Pujan : Nei seminari di Tantra si utilizzano tecniche psicoterapeutiche per migliorare la comunicazione fra gli individui, la conoscenza di noi stessi, della propria sessualita’ e di quella del partner, per eliminare i blocchi e per altri aspetti ancora. Poiche’ il Tantra e’ un processo di crescita, la soluzione dei nostri problemi di comunicazione, relazione, sessualita’ etc. è una conseguenza gradevole e inevitabile di questo processo.

Tami: Chi puo’ partecipare ad un seminario di Tantra?

Pujan: “ In generale non ci sono criteri di esclusione di nessun tipo. Nei seminari si sperimentano molti modi di incontrare gli altri partecipanti, attraverso la musica, il gioco, la danza, come se partecipassimo ad una festa. Talvolta l’energia vitale che si sblocca è talmente forte che a qualcuno puo’ succedere di contattare antichi dolori, paure, ricordi, rabbia, etc. che possono turbarlo. Per questo ritengo importante la mia formazione come psicoterapeuta, per sapere come gestire queste emozioni e indirizzarle verso la soluzione del problema che le ha scatenate.

Tami: Si dice spesso che tutti i nostri problemi nascono nei primi anni di vita. In che modo le difficolta’ con il sesso opposto si collegano alla nostra infanzia?

Pujan: “ E’ una domanda molto complessa. Si puo’ dire che la prima esperienza di relazione con persone di sesso opposto e’ quella col padre o con la madre. Nel prosieguo della vita, quando ci relazioniamo con persone dell’altro sesso, riproduciamo in modo inconsapevole, il modello di questa prima esperienza. Come detto, sono aspetti molto complessi che potremo affrontare in un’altra occasione parlando della terapia della primal , che io conduco in una serie di seminari che ormai da 10 anni chiamo Volare con le proprio ali”.

Tami: “Come si svolgono i seminari?”

Pujan :Prima di tutto i seminari, sia per coppie che per singoli, sono residenziali, cioè si svolgono in una struttura, un agriturismo, che durante la nostra permanenza ci è riservata esclusivamente.

I punti salienti di questo lavoro sono sperimentare con gioia e consapevolezza l’incontro con gli altri, liberare l’energia vitale da condizionamenti e regole inconsce e scoprire il piacere della Meditazione.

Quindi le aree di lavoro che proponiamo sono essenzialmente quattro:

•  la conoscenza e l’ accettazione della propria sessualità, sia psicologica che fisica, attraverso esercizi di consapevolezza, di conoscenza e di sperimentazione del respiro, Ki kung, bioenergetica, Kum Nye;

•  la comunicazione, in quanto esseri umani sessuati, con persone del proprio e dell’altro sesso;

•  la condivisione delle esperienze con gli altri e con i conduttori;

•  la Meditazione , cioè la trasformazione dell’energia sensuale e sessuale in coscienza.

Questa è la parte originale ed esclusiva del seminario.

Tutte queste aree di lavoro sono diverse nei seminari per singoli e quelli per coppie. Nei seminari per coppie c’è un ulteriore intento di offrire ai partecipanti degli strumenti che aumentino le loro capacità di comunicare meglio, di darsi piacere reciprocamente con maggiore spontaneità, di crescere insieme trasformando il loro amore in Meditazione.

E’ comunque sempre difficile spiegare “cosa si fa” in questi seminari. Sarebbe più veritiero parlare di come ci si sente, delle scoperte che si fanno, dell’atmosfera che si crea. Ma anche questo non è facile, perché ognuno fa le sue esperienze originali e irripetibili. Con una metafora direi che nel seminario per singoli, a prescindere dall’età anagrafica, si ritorna adolescenti, in quello per coppie si parte per la luna di miele, anche qui a prescindere dall’età della coppia. Insomma vacanze speciali, non solo del corpo, ma anche della mente e dello spirito.

Tami: Pujan, spero che la tua intervista sia interessante per i nostri lettori quanto lo è stata per me. Spero anche che in un prossimo futuro ci sia l’occasione di parlare dei tuoi seminari “Volare con le proprie ali”. Intanto invito coloro che lo desiderano, a farti delle domande via email o a visitare il tuo sito internet. In questo momento è solo in italiano, ma Pujan puo’ rispondervi anche in inglese e francese.