Da “AAM Terra Nuova” Marzo ‘98

Incontro con Carla Cerrini
di Mimmo Tringale

Tra le numerose discipline di derivazione orientale, affermatesi negli ultimi anni. Il Tantra è quella che più di altre attira frequentemente la curiosità dei rotocalchi femminili e di certa stampa scandalistica e bacchettona. La ragione di tanto clamore è molto semplice: il Tantra parla di sesso e il sesso si sa, fa sempre notizia. In realtà, ridurre l'intera tradizione tantrica ad una sofisticata tecnica erotica è ingiusto oltre che riduttivo. Il tantrismo è molto di più. Il suo obiettivo dichiarato è il superamento della dolorosa separazione che ognuno di noi vive nella realtà ordinaria, dominata dall'apparente polarità tra positivo e negativo, attivo e passivo, maschile e femminile, solare e lunare. All'opposto dei rigidi formalismi imposti dalla tradizione vedico-brahmanica, il Tantra, le cui origini risalgono alle civiltà pre-ariane dell'India (ca. II millennio a.C.), offre la possibilità della liberazione spirituale a tutti, senza distinzione di sesso, casta o razza. E per fare questo, non sceglie l'ascesi o il ritiro, non si limita a indicare un frammento della realtà per scartarne il resto, ma anzi accoglie tutte le stratificazioni dell'esperienza umana, compresa la sessualità.. Il più antico testo di riferimento di questa disciplina è il Vigyan Bhairav Tantra, risalente al V secolo a.C. e scritto in forma di dialogo amoroso fra due divinità. Nel libro, Shakti (il principio femminile) pone al suo compagno Shiva (il principio maschile ) domande molto precise sul significato della vita, la morte, l'Universo. Shiva non da mai risposte dirette alla sua compagna, ma si limita a mostrare 112 esercizi di meditazione basati su esperienze di piacere sessuale e sensuale, grazie ai quali Shakti potrà finalmente giungere alla conoscenza divina . “Attraverso la meditazione, il sesso scompare, ma in questo modo, l'energia non viene distrutta (…). Ora non è più sessuale, e quando la sua forma non è più sessuale , diventa amore (…). Per arrivare a questo, non serve essere fermi oppositori del sesso, è sufficiente accettarlo come parte della vita, di una vita naturale, ma con maggior consapevolezza” (1).

 

PER UNA SESSUALITA' CONSAPEVOLE

La sessualità consapevole è dunque per il Tantra niente di più di uno dei percorsi possibili per arrivare all'unione con l'assoluto, all'estasi, all'illuminazione. Un messaggio così rivoluzionario e anticonformista non poteva passare indenne attraverso la storia. Inviso prima dai bramini, poi dai musulmani, per secoli i sostenitori del Tantra sono stati oggetto di persecuzione e violente censure. Solo recentemente dopo secoli di oblio, la tradizione tantrica è emersa con luce nuova, grazie soprattutto all'opera di Osho Rajineesh, a cui si deve uno dei commenti più innovativi del Vigyan Bhairav Tantra. A differenza di molti suoi precedessori, sostenitori un'interpretazione essenzialmente metaforizzata delle prescrizioni sessuali tantriche, Osho ha interpretato il testo base del Tantra in chiave decisamente esperienziale assumendolo a pieno titolo come uno degli elementi di base della sua filosofia. “ Il Tantra – dice Osho nel suo commento alla Vigyan Bhairav Tantra – per prima cosa ti insegna a muoverti nel sesso, a conoscerlo, a sentirlo, ad arrivare alla possibilità più profonda in esso celata, all'apice, a trovare la bellezza, la felicità e la beatitudine essenziale che vi è nascosta ”. Nella Poona degli anni Settanta, l'ashram indiano da cui il messaggio di Osho si diffuse poi in tutto il mondo, le esperienze più avanzate di psicoterapia occidentale trovarono un fertile humus nell'antica dottrina indiana, rifondando in chiave moderna il Tantra. “Osho – spiega Pujan Carla Cerrini, psicologa e psicoterapeuta, conduttrice di gruppi di Tantra – era solito sottolineare l'estrema povertà della cultura occidentale in fatto di sesso. D'altra parte, da Freud in poi la maggior parte degli psicologi si sono limitati a rimuovere i danni causati dalla morale cattolica, senza preoccuparsi poi di fornire indicazioni utili per una vita sessuale piena e soddisfacente. La stessa apparente libertà sessuale di cui godiamo attualmente non è niente di più che semplice tolleranza o permissivismo. In realtà, gran parte della cultura occidentale è ancora pervasa dall'idea che il sesso è male. Al contrario il Tantra ha una considerazione positiva dell'essere umano in tutte le sue espressioni, compresa la sessualità. L'affermazione di una morale positiva, le nuove pratiche psicoterapeutiche, il riconoscimento e l'apprezzamento delle differenze fra l'uomo e la donna costituiscono le basi del Tantra moderno. Il suo potere di crescita e di guarigione sono enormi. E poiché ha uguale considerazione per entrambi i sessi, rappresenta uno strumento assai efficace per stimolare un dialogo amorevole e paritario all'interno della coppia ”. Ma è ovvio che per vivere il sesso come strumento di crescita è necessario rimuovere i tabù, i condizionamenti e i blocchi che ostacolano la piena espressione della nostra sessualità.

 

UN DISAGIO DIFFUSO

Perché rivolgersi al Tantra? “Oggi sono sempre più diffuse le disfunzioni di carattere sessuale come l'anorgasmia e l'eiaculazione precoce – afferma Pujan Carla Cerrini – ma a frequentare i miei seminari non sono solo coppie con problemi di natura sessuale. Molti si avvicinano al Tantra solo perché sono in cerca di una dimensione più consapevole della relazione d'amore o per migliorare l'intesa sessuale con il proprio partner. In giro c'è un disagio crescente per la difficoltà di costruire relazioni stabili e durature e d'altra parte nella nostra cultura l'educazione sessuale e sentimentale ognuno se la deve costruire a proprie spese, passando attraverso esperienze spesso traumatiche e dolorose”. Nel Tantra per coppie, gran parte del lavoro si svolge in due, con meditazioni ed esercizi di vario tipo: dalla Bioenergetica, alla Gestalt, al Kum Nye; ma molto tempo è dedicato anche alla condivisione in gruppo per avere un confronto con altre coppie. Una possibilità sempre più rara oggi, anche tra coppie di amici, dove spesso prevale una sorta di tabù rispetto alle problematiche di carattere affettivo e sessuale. In definitiva il Tantra moderno si potrebbe definire un lavoro di consapevolezza, focalizzato sulla sessualità, ma che riguarda tutti i sensi, non solo il sesso. Poiché è ovvio che per imparare a far bene l'amore bisogna conoscere meglio il corpo, ma anche la mente, in altre parole imparare ad essere più presenti.

 

L'ESPERIENZA DI MARIO

La storia affettiva di Mario, 41 anni, impiegato, è simile a quella di tanti uomini della sua età. Dopo una lunga serie di relazioni fallimentari, tra cui un matrimonio naufragato solo dopo qualche anno, ha cominciato a chiedersi quale era la causa di tutti quegli insuccessi. “ Fino a quando non mi sono sposato – racconta Mario – non ho fatto altro che cambiare continuamente partner. Ogni volta avevo la sensazione che era la volta buona, ma dopo l'entusiasmo dei primi mesi, inevitabilmente facevano la loro comparsa difficoltà e incomprensioni e subito dopo un profondo senso di insoddisfazione che portava alla fine della relazione. Avevo sempre la sensazione che mancasse qualcosa. Lo stesso è successo anche quando mi sono sposato. Dopo qualche anno è venuto meno il momento dell'innamoramento e mi sono ritrovato punto e daccapo. Solo dopo che ho incontrato Barbara, la mia attuale compagna, mi sono reso conto che fino all'ora non avevo fatto altro che evitare di incontrare la donna giusta. E' la prima volta che vivo un sentimento di totalità con una donna e sento che con Barbara, posso permettermi di andare oltre una relazione di routine, ecco perché ho deciso di esplorare insieme a lei il Tantra”.

 

E QUELLA DI BARBARA

Barbara, 44 anni, insegnante, un matrimonio durato tredici anni e alcune convivenze fallimentari. “ Ho sempre pensato di non avere grandi difficoltà dal punto di vista sessuale, anche perché gli uomini fanno sempre mostrato di gradire la mia compagnia. Gli uomini erano contenti di stare con me, e io mi limitavo ad adeguarmi alle loro esigenze. Mi sembrava sempre tutto così perfetto, ma in realtà non facevo altro che fingere di godere per compiacerli. Tre anni fa ho vissuto una serie di eventi che finalmente mi hanno fatto diventare consapevole di come per buona parte della mia vita adulta non ho fatto altro che adeguarmi ai desideri del partner di turno e dopo una lunga parentesi di solitudine, durata circa tre anni, ho conosciuto Mario, con cui finalmente sto costruendo un rapporto d'amore maturo e paritario. In questo percorso di consapevolezza mi è stato molto utile il Tantra, perché in esso ho trovato una chiave di autoconoscenza molto efficace. Per esempio mi sono resa conto dei miei numerosi condizionamenti. Prima quando facevo l'amore ero sempre molta attenta che il mio uomo fosse soddisfatto e se questo non succedeva mi ritenevo io responsabile dell'insuccesso. Non mi preoccupavo mai di me stessa. Ero sempre proiettata verso l'uomo. Il cominciare a prendere coscienza dei miei desideri, delle mie esigenze, di quello che provavo mentre facevo l'amore è stata una grande scoperta. Nel momento in cui ho cominciato a mettere da parte ogni preoccupazione di performance e ho smesso di posporre le mie esigenze e quelle del mio partner è successo qualcosa di molto importante: ho cominciato a provare un profondo piacere, come non era mai successo. E più vado avanti in questa strada, più avverto sensazioni fino a poco tempo fa del tutto sconosciute, fino ad arrivare ad uno stato di profonda meditazione”. “ Grazie al Tantra – aggiunge Mario – sono diventato più consapevole di alcuni miei meccanismi. Ho imparato ad osservarmi di più. Per esempio mi sono accorto dei numerosi condizionamenti che mi impedivano di essere rilassato quando facevo l'amore. I sensi di colpa, le paure di non essere adeguato alla situazione. Lo stress e l'ansia da performance. Ho imparato a conoscere l'energia sessuale che si muove dentro di me. A sentirmi come una finestra aperta attraverso la quale l'energia va e viene come una fresca brezza mattutina e io sono lì a sperimentarla. Un'altra scoperta importante è stata il riconoscere i miei blocchi. Nei momenti di massima tensione, mi capita regolarmente di bloccare lo sguardo, il respiro o alcune parti del corpo. E questo mi accade non solo quando sono in intimità con una donna, ma anche in altri momenti di grande stress. Prima di fare Tantra, non mi ero mai reso conto di questi miei irrigidimenti. Ora non dico che ho superato tutte le mie paure, ma di sicuro oggi sono in grado di riconoscerle ed accettarle. E poi sono anche meno ossessionato dalla paura di essere abbandonato. Mi sento molto più tranquillo con la mia donna, più a casa mia. Meno dipendente, ma allo stesso tempo più vicino a lei ”.

 

OLTRE IL PIACERE

“ Dopo aver fatto l'amore – chiede Pujan Carla Cerrini – non vi è mai capitato di provare una sensazione molto viva, quasi un'intima consapevolezza che il mistero dell'unione sessuale sia qualcosa di più vasto della semplice rincorsa di un orgasmo? Come se quei fuggevoli momenti di sublime piacere, di profonda fusione con il partner, non fossero altro che l'anticamera di una esperienza più vasta. Qualcosa di indefinibile che va oltre il semplice piacere, ma che raramente riusciamo a sperimentare? “ “ Il Tantra – spiega Dionisio Nota, compagno e collaboratore della Cerrini – offre l'opportunità di compiere questo salto, fondendo il piacere con un profondo senso di rilassamento. Si spalancano così le porte a uno dei più grandi doni offerti dall'esperienza amorosa: la trasformazione dell'energia sessuale in estasi e meditazione”. Si tratta di una esperienza molto più a portata di mano di quanto si possa credere. Un'esperienza di cui noi uomini e donne occidentali abbiamo un disperato bisogno per spezzare la prigione di miserie, incomprensioni, ed egoismi in cui siamo volontariamente rinchiusi e che fanno scaricare sempre nell'altro partner le responsabilità della nostra insoddisfazione e incapacità di amare.

 

Note:
(1) Osho , La mia Via: la Via della Nuvole Bianche